Agility Dog
“L'agility, disciplina aperta a tutti i cani, consiste nell'affrontare diversi ostacoli con lo scopo di evidenziare il piacere e l'agilità del cane nel collaborare col conduttore. Si tratta di una disciplina sportiva che favorisce la sua buona integrazione nella società.
Questa disciplina implica una buona armonia tra il cane e il suo conduttore che porta ad una intesa perfetta tra i due; è dunque necessario che i partecipanti posseggano gli elementi base d'educazione ed obbedienza”.Queste parole, che stabiliscono ufficialmente il senso e la finalità dell’agility dog, aprono il Regolamento FCI di Agility, recepito in tutti i regolamenti nazionali e, per noi, in quello dell’ENCI.L’agility dunque rappresenta un grande progresso nella storia delle discipline cinofile e cinoagonistiche, limitate prima ai cani di razza e a settori specializzati di praticanti. Ciò che la differenzia da tutte le altre è la sua funzione sociale ed educativa, che risponde alle esigenze nate nella società contemporanea dal grandissimo sviluppo della presenza nelle famiglie di un animale da compagnia.
Questo fa sì che sia, per la prima volta, aperta a tutti i cani, di razza e non, e a tutti i conduttori e che, nonostante abbia ormai raggiunto altissimi livelli di specializzazione sportiva al pari delle altre discipline, il suo fine primario rimanga il raggiungimento dell’intesa perfetta fra il cane e il conduttore. Non per nulla in agility la coppia cane-uomo, o unità cinofila, si chiama binomio come la coppia cavallo-cavaliere che gareggia nei concorsi ippici, ai cui percorsi si sono ispirati quelli dell’agility. Ci piace ricordarlo, perché anche quello sport fa appello all’intesa fra l’uomo e un altro suo antichissimo compagno.
Il conduttore ideale sarà dunque l’umano che divide la sua vita con il cane, indipendentemente dai risultati sportivi. In che cosa consiste l’agility? Si tratta di coprire un percorso sempre diverso, formato da ostacoli di vario tipo, senza errori (si parla allora di “percorso netto”) ed entro un tempo prestabilito (TPS: tempo di percorrenza standard). Il percorso non è rettilineo, anzi è ricco di intrecci, circonvoluzioni e salti logici che stimolano l’agilità e reattività del cane e la prontezza del conduttore nel guidarlo con comandi vocali e gestuali. Il conduttore conoscerà già il percorso per averne fatto una ricognizione prima di affrontarlo; il cane invece saprà dove andare soltanto su indicazione del conduttore.
Un’evoluzione in velocità fra gli ostacoli è di sicura riuscita soltanto se è sostenuta da altrettanta precisione, la sola che mostri che si è raggiunto lo scopo tecnico: il completo controllo del cane… e di se stessi. Per questo alcuni ostacoli (palizzata, passerella, bascula) sono dotati di “zone di contatto” che devono essere obbligatoriamente toccate dal cane almeno con un piede, in modo da dimostrare che il suo slancio è sempre sotto il controllo del conduttore.
Non abbiate dunque fretta di raggiungere una velocità “sporca”: la velocità verrà da sé quando sarete padroni della precisione. La miscela di queste componenti darà vita a uno spettacolo senza confronti, per la gioia vostra e del vostro cane.
A proposito, non sottovalutate il vostro compagno a quattro zampe: il suo ruolo non è passivo. Potrà sfuggirvi di mano qualche volta, ma vi darà anche un grande aiuto. Non sono pochi nella storia dell’agility i conduttori “salvati” da cani più bravi di loro…
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